Selinunte

Sicuramente uno dei siti archeologici più belli e rappresentativi della Magna Grecia,  Selinunte è anche uno dei parchi archeologici  più estesi del mondo occupando una superficie di ben 270 ettari.

All'interno del parco archeologico, si conservano i colossali resti di otto templi nel più puro stile dorico, le cui magnifiche metope costituiscono la collezione più prestigiosa del Museo Archeologico Regionale di Palermo. Ma gli scavi non si fermano l’antica città è ancora in parte da scoprire.

Prende il nome dal sedano selvatico ( "selinon"  in greco) diffuso in abbondanza e Selinunte conserva tutt'oggi l'acropoli, il Tempio di Apollo, i due templi di Atena e Giunone rendendo questo luogo uno dei siti più complessi ed articolati della Sicilia antica. 

La città ebbe una vita breve (circa 200 anni). In questo periodo la sua popolazione crebbe fino a raggiungere le 25.000 unità.

Fondata nel VII sec. a.C. ,  Selinunte fu assediata e distrutta Nel 409 a.C dai cartaginesi, invocati dai Segestani, loro acerrimi nemici. Selinunte fu successivamente ricostruita da coloni greci e punici. Nel 250 a.C. , dopo la vittoria della prima guerra punica, Roma distrusse una seconda volta la città, che non si sarebbe più ripresa.

Divenuta Parco archeologico grazie alle lotte tenaci contro l'abusivismo edilizio condotte dall'archeologo Vincenzo Tusa.

L'itinerario archeologico di Selinunte prevede innanzitutto la visita al grandioso Tempio G, sulla collina orientale; costruito a partire dal V sec. a. C., questo tempio mostra i resti delle sue proporzioni ciclopiche: un perimetro di metri 113 x 54 e una superficie di ben 6000 mq.
Il tempio G è probabilmente di natura sacrale (dedicato al dio Apollo), così come gli altri due, E ed F, in stile dorico, consacrati rispettivamente ad Hera, e ad Atena e Dioniso.

 

Sulla collina occidentale, detta della Gaggera, si colloca un altro complesso: il santuario della Malophoros, così chiamato per le piccole statue sacrali femminili raffigurate con un melograno, e il tempio M. Ci troviamo nello spazio dell'acropoli che ospita, in totale, sei templi di dimensioni più ridotte: il "tempietto delle piccole metope" (VII-VI sec. a. C.), il tempio C, decorato con ornamenti floreali, e il tempio D, sempre in stile dorico.
L'acropoli e la città di Selinunte venivano chiuse dalle mura di cinta, i cui resti mostrano ancora le torri circolari e quadrate, e la porta principale.