Obiettivo dell'iniziativa è quello di spingere il consumatore, soprattutto internazionale, ad apprezzare la qualità del prodotto ittico locale per poi gustarlo nei luoghi dove si pesca e si cucina.

Con l'intenzione di attrarre i potenziali consumatori finali non solo sulle straordinarie qualità organolettiche del pesce trapanese, ma anche e soprattutto, sulla cornice geografica che lo accompagna nella sua “denominazione d'origine”.

“Miglio 0” è il fulcro del progetto che vuole identificare e rendere noti al consumatore finale il mix di elementi che garantisce: tracciabilità, salubrità, benefici per la salute e gusto.

 L'Università di Messina coinvolta ha elaborato “schede prodotto” ed individuato i parametri di qualità e di lavorazione del prodotto che costituiranno parte integrante del disciplinare, cui dovranno seguire fornitori e ristoratori impegnandosi a utilizzare pesce locale da proporre attraverso menù “Miglio 0”, ossia con pietanze a base di pesce pescato dalle imprese locali e cucinato con prodotti del territorio (olio extravergine d'oliva del Belìce, aglio di Nubia, sale trapanese, etc). Attraverso il disciplinare le imprese ittiche (fornitori) e quelle della ristorazione appositamente selezionate aderiranno al progetto assumendo dei precisi impegni: i primi nella fornitura di pescato locale di qualità, e i secondi nell'impegno in cucina di tale prodotto abbinato agli altri del territorio.