Grotta Carburangeli

Riserva Naturale - Ente gestore Legambiente

grotta carburangeli riserva naturale
oasi grotta Carburangeli Carini

La riserva dista da Palermo circa 20 Km e solo 6 Km da Carini per raggiungerla bisogna percorrere l'autostrada A 29 , imboccare la SS 113 in direzione Villagrazia di Carini e svoltare, infine, per via Carbolagi.

La Riserva, affidata in gestione a Legambiente, è stata istituita nel 1996 per tutelare un sito d'interesse speleologico, paleontologico e biologico.

Ubicata, ad una quota di circa 22 m s.l.m., la grotta di Carburangeli si sviluppa nel sottosuolo per circa 400 m con un andamento orizzontale. Al suo interno, la lenta percolazione dell’acqua ha generato, nel corso di migliaia d'anni, una ricca varietà di concrezioni carbonatiche quali stalattiti, stalagmiti e colonne che, nell’insieme, creano ambienti di rara suggestione. L’accesso alla cavità avviene attraverso tre aperture naturali che immettono nel primo ampio vano dal quale, attraverso gallerie e passaggi più o meno stretti, si penetra nelle “stanze” più interne. Per motivi legati alla protezione delle emergenze che caratterizzano il delicato ambiente ipogeo, la fruizione da parte dei visitatori è consentita se accompagnati dalle guide messe a disposizione dall’ente gestore e solo all’interno dei primi vani della cavità.

 

Origine della cavità

I terreni che affiorano nella Piana di Carini, all’interno della quale si sviluppa la grotta di Carburangeli, sono costituiti da rocce di composizione prevalentemente carbonatica quali calcareniti e conglomerati, risalenti all’Era Quaternaria (probabilmente al Piano Tirreniano). La formazione della grotta, quindi, è da ricollegare ad intensi fenomeni di erosione e dissoluzione da parte del mare e, soprattutto, da parte delle acque d’infiltrazione meteorica che hanno originato il reticolo di gallerie della grotta di Carburangeli e delle altre cavità limitrofe.

 

Archeologia

La grotta ha da sempre rappresentato un sicuro rifugio per animali ed uomini. Campagne di scavo condotte negli ultimi due secoli hanno restituito numerosi resti fossili di animali che un tempo popolavano la Sicilia, tra i quali l’orso, l’elefante nano, la iena, il lupo, il cinghiale, il cavallo, il bove ed il cervo; di quest’ultimo il marchese Antonio De Gregorio, geologo e naturalista, ne individuò nel 1925 una specie nuova alla quale diede il nome di Cervus carburangelensis.

Tutti questi reperti sono oggi conservati al Museo di Paleontologia “G.G. Gemmellaro” di Palermo.

La grotta ha anche restituito numerosi oggetti litici e ceramici (lame di selce, punte di freccia, macinelle in pietra lavica, oggetti in terracotta) attribuibili alla presenza dell’uomo preistorico, culturalmente collocabili tra il Paleolitico superiore e l’età del Bronzo. L’uomo ha lasciato anche una “traccia artistica” del suo passaggio. Sulla parete alla sinistra dell’ingresso, infatti, è possibile osservare una piccola figura disegnata a carboncino, ancora oggetto di studio, che rappresenta, probabilmente, uno stregone con un copricapo di animale (figura apotropaica) durante una cerimonia propiziatoria.

 

Ambiente e fauna

Oltre alla temperatura pressoché costante ed all'elevata umidità dell’aria, un altro fattore ambientale che caratterizza tutte le grotte e che condiziona la vita al loro interno, è l’assoluta assenza di luce. Il mondo ipogeo, sebbene non adatto alla vita delle piante, è comunque popolato da animali cavernicoli, quali insetti, crostacei, ragni, millepiedi e molluschi che riescono a compiere anche per intero il proprio ciclo vitale nelle grotte, traendo il necessario nutrimento dai detriti organici trasportati dalle acque piovane, da quelli prodotti da batteri ricavati dal guano dei pipistrelli.

Si tratta pertanto di piccoli organismi, perfettamente adattati alle condizioni del mondo ipogeo, caratterizzati in alcuni casi da modifiche degli organi di senso, dalla variazioni dei cicli biologici e da fenomeni di depigmentazione. Per la protezione della delicata fauna cavernicola, compresa la piccola colonia di pipistrelli (Myotis myotis) presenti entro la grotta di Carburangeli, l’ente gestore ha avviato un monitoraggio dei parametri climatici ipogei attraverso il quale è possibile regolamentare, in maniera compatibile, l’attività di fruizione.

 

Info

Per informazioni sull’area protetta e per la prenotazione (obbligatoria) delle visite rivolgersi all’ufficio della riserva, recandosi direttamente presso la sede o contattando il personale al seguente recapito:

 

R.N. Grotta di Carburangeli

via Umberto I°, 64 - 90044 Carini (PA)

tel. 091 8669797 - fax 091 8662063