MONTE BONIFATO


Monte Bonifato domina la città di Alcamo con un’altitudine massima di 825 metri.
Il complesso montuoso, costituito da massicci calcarei, è ricoperto in prevalenza da un bosco che ha una superficie di 280 ettari, ed è il risultato di una intensa attività di rimboschimento iniziata nel 1921 e continuata fino agli anni ‘80.
Le specie rimboschite sono state principalmente il Pino d’Aleppo, il Cipresso e il Pino domestico.
Il bosco, specialmente sul versante nord e nord-ovest è frammisto a un fitto sottobosco spontaneo di latifoglie, principalmente Leccio e Roverella.
Si tratta di esemplari spontanei a testimonianza dell’antico bosco che ricopriva la sommità del monte fino a tutto il XIX secolo e andato, poi, distrutto a causa di incendi e tagli estesi.
Frequente la presenza del Frassino, l'albero da cui si ricava la preziosa manna, vi sono inoltre alcune specie arboree esotiche quali il Cipresso argentato, l’Eucalipto e l’Acacia.
Il sottobosco è costituito da piante quali il Rovo, il Pungitopo, l’Edera, l’Assenzio, il Prugnolo, il Biancospino, la Rosa canina e la Ginestra.

Nelle zone aperte, caratterizzate dalla presenza dell’Amphelodesma (localmente detta “disa”), possiamo osservare l’Euforbia dendroide, la Palma nana, il Sommacco, la Ginestra, la Ferula e la Peonia.


Per quanto riguarda la fauna, sono presenti tra i mammiferi: la Volpe, il Riccio, il Coniglio selvatico, l’Istrice, il Topo quercino e la Donnola.


L’avifauna è ricca: nidificano rapaci come la Poiana, il Gheppio, il Falco pellegrino, il Falco Lanario, il Barbagianni, la Civetta, l’Assiolo.
Numerosi le altre specie come la Cinciallegra, l’Occhiocotto, il Pettirosso, l’Averla, il Merlo, la Taccola, il Corvo Imperiale, il Rampichino, l’Upupa, ilColombaccio, la Ghiandaia, il Passero solitario.
Da segnalare la recente nidificazione del Picchio rosso maggiore, specie assente da decine di anni.


L’ex albergo “La Funtanazza” è attualmente sede del CELT , un centro di educazione ambientale, realizzato dalla Provincia Regionale di Trapani, in partenariato con enti e associazioni tra cui la LIPU, che ha realizzato un capanno birdwatching e sviluppato una campagna di sensibilizzazione nelle scuole sull’avifauna.
L’area di Monte Bonifato con la denominazione di Bosco d’Alcamo è Riserva Naturale Orientata dal 1984, ente gestore è la Provincia Regionale di Trapani.


ASPETTI ARCHEOLOGICI
Monte Bonifato è anche un’area importante dal punto di vista archeologico con testimonianze dal periodo pre-protostorico al medioevale. I materiali relativi alla preistoria sono rappresentati da pochi frammenti ceramici e da strumenti in selce e ossidiana.
Lungo le pendici del monte si estende la necropoli protostorica costituita da tombe del tipo a grotticella artificiale scavate nella roccia.
Il periodo meglio documentato è quello tra il XII e la metà del XIV sec. Quando su Monte Bonifato sorgeva un vasto centro fortificato.
I resti di una cinta muraria di 2 metri di spessore sono ancora evidenti alla Porta della Regina, unico accesso all’antico centro sul lato settentrionale.
Il Castello di Bonifato, posto sulla cima del monte è documentato per la prima volta nel 1337, fu successivamente riedificato dai Ventimiglia, signori di Alcamo nel 1397. Del Castello si conserva quasi integra la torre di Nord-Ovest detta Torre Saracena, che si sviluppa su tre piani per un’altezza di oltre 19 metri.
A nord-ovest dell’abitato, nei pressi di una delle due sorgenti del Monte, si trova il grande serbatoio, conosciuto come “La Funtanazza”, edificio a pianta rettangolare, di epoca medioevale, che aveva una capienza di circa 1200 metri cubi.